Benvenuti nel vulcano attivo più grande d’Europa: l’Etna.

Nascita e sviluppo di una meraviglia del mondo

Simbolo dell’isola che da sempre ha segnato e segna ancora la vita degli abitanti dell’Etna. Il territorio siciliano si caratterizza per la sua presenza e la sua maestosità. In quelle che oggi sono i dintorni della città di Catania e che un tempo era un golfo, l’Etna nacque da eruzioni sottomarine, circa 500.000 anni fa. L’Etna (chiamato anche “Mungibeddu” o “à Muntagna”, in siciliano) è il vulcano più alto d’Europa e dal 2013 Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

L’altitudine dell’Etna raggiunge oggi i 3.330 m.a.s.l, il suo diametro è di circa 45 km e occupa una superficie di 1.570 chilometri quadrati. Il suolo vulcanico ha caratteristiche uniche al mondo in quanto attorno ai crateri si notano colate laviche: nere se sono recenti, grigie quando invece risalgono a tempi più lontani. L’attività incessante del vulcano è testimoniata dai suddetti flussi, interrotti occasionalmente da qualche strada di nuova costruzione. In tempi antichi si verificarono una moltitudine di eruzioni, ma fu nel 1669 che ebbe luogo l’eruzione più devastante. Un fiume di lava ha raggiunto il mare, devastando in parte la città di Catania.

Eruzioni negli ultimi tempi

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Visita Taormina, “la perla del Mediterraneo”

Una bellezza senza tempo che affascina il mondo intero

Uno dei centri più conosciuti e rinomati e tappa imperdibile è sicuramente Taormina. In relativamente poco spazio, se così vogliamo dire, Taormina ha un immenso patrimonio archeologico e culturale. Oltre ad essere una cittadina elegante e raffinata, Taormina colpisce per la sua posizione privilegiata su una scogliera a picco sul mare da cui si possono ammirare le spiagge e il panorama mozzafiato.

I suoi vicoli sono pittoreschi ed è un vero piacere passeggiare per i vicoli caratteristici dove il tempo sembra essersi fermato. Ampia la scelta di ristoranti e bar dove poter gustare piatti tipici siciliani o rinfrescarsi con un’originale “Granita”. Proprio per la sua bellezza e unicità Taormina è stata scelta anche come set per vari film di registi internazionali come ad esempio “Le grand bleu” di Luc Besson, “Il piccolo diavolo” (orig. Il Piccolo Diavolo) di Roberto Benigni, ” Il padrino-parte III “; di Francis Ford Coppola e “The Goddess of Love” di Woody Allen per citarne alcuni.

Greci, Romani e Arabi; Una miscela che resiste ancora oggi

Taormina è un concentrato di bellezze artistiche e storiche da non perdere. Fondata nel 358 a.C. dai Greci, Taormina fa parte delle più antiche colonie greche della Sicilia. A questo periodo risale infatti il monumento più importante della città, ovvero il “Teatro Antico”. Approfittando della posizione collinare, il teatro offre una magnifica vista della costa ionica siciliana fino alla Calabria e al monte Etna con la sua vetta sullo sfondo.

Successivamente la città passò sotto la dominazione dei Romani che la elessero capitale della Sicilia Orientale e quindi di importanza strategica per l’Impero Romano d’Oriente fino all’arrivo della dominazione araba che durò dal 902 al 1079. Successivamente ci fu il dominio di i Normanni e gli Spagnoli.

Eventi, concerti e tanta storia da scoprire

Uno dei motivi principali è sicuramente il Teatro Greco, i romani erano soliti organizzare spettacoli estivi come i giochi dei gladiatori. Oggi, data la sua straordinaria e suggestiva location, ospita numerosi eventi e concerti. Da “Corso Umberto” la via principale, dove ci si può fermare in uno dei tanti bar o fare shopping esclusivo si raggiunge “Piazza Vittorio Emanuele” dove si può visitare il Museo delle Arti e Tradizioni Siciliane. Raggiungendo la chiesa di “San Nicola” edificata nel 1400 si incontra “Piazza Duomo”, luogo di ritrovo di Taormina dove si trova anche la bellissima fontana barocca.

Una menzione speciale va alla suggestiva “Villa Comunale” di Taormina, rimarrete incantati dai colori e dal bellissimo panorama che questo luogo vi regalerà. Lady Florence Trevelyan Cacciola, nobildonna scozzese appassionata di botanica, la fece costruire appositamente intorno al 1884 piantando piante e fiori provenienti da tutto il mondo.

Cosa aspetti a visitare questa perla del Mediterraneo?

Un paradiso per tutti gli amanti del vino: la zona dell’Etna

Centinaia di cantine ti aspettano con i loro vini e la loro storia

Per chi ama un buon vino e sta visitando l’Etna non può non visitare una delle tante cantine che producono ottimi vini nel territorio Etna DOC (DOC significa “Di Origine Controllata, lett. Denominazione di Origine Controllata). Negli ultimi anni l’attenzione internazionale è stata dedicata a questo territorio unico che offre una varietà di vini con profonde radici storiche e vitigni millenari. Visitare una cantina dell’Etna non è solo una semplice visita. Ti immergerai in un’atmosfera d’altri tempi … è un salto nel passato, in quella Sicilia che produceva vino per uso familiare, ma che oggi occupa un posto d’onore nel panorama enologico internazionale.

Un terroir unico al mondo dà al vino dell’Etna la sua impronta

Il terroir dell’Etna è unico nel suo genere. Il terreno è molto permeabile, ricco di potassio e povero di azoto e fosforo. I vigneti si trovano ad un’altezza che va dai 300 ai 900 metri, con punte di 1100, 1200 metri a seconda delle pendenze e del loro microclima. Il clima di questi territori può essere definito temperato e varia a seconda della pendenza e quindi dell’esposizione. Il lato nord è il più piovoso, e le escursioni termiche sono molto elevate, i vigneti e le cantine di Randazzo, Castiglione di Sicilia e Linguaglossa sono sul lato nord. Il versante est, invece, è influenzato dalle brezze marine ed è anche la zona di prima maturazione, con buone escursioni termiche giornaliere e temperature con punte mai troppo elevate, come nei territori di Giarre, S. Venerina e Mascali. A sud è presente un ambiente di maturazione tardiva dovuto agli sbalzi termici che raggiungono le vette più alte. Ma è a Sud Ovest che si trova la zona meno piovosa, e con un tasso di umidità più basso, che permette alle viti di Nerello Mascalese di salire fino a 1100 metri, e dove il Carricante arriva anche a 1200 metri. I vini dell’Etna sono unici nel panorama nazionale ed internazionale e vengono definiti “minerali”, sapidi, di spiccata acidità e di grande carattere.

L’unicità dei vitigni autoctoni dell’Etna

Andando invece ad identificare al primo posto i vitigni più importanti dell’Etna troviamo senza dubbio il Nerello Mascalese che è sicuramente l’uva più importante del territorio etneo in quanto rappresenta la produzione di vino Etna DOC per l’80-100%. Si tratta di un vitigno autoctono molto antico che viene coltivato alle pendici dell’Etna tra i 350 ei 1000 m s.l.m. nella forma ad alberello, ma oggi anche a cordone speronato. Il suo nome è da attribuire al comune di Mascali, che si trova sulla costa ionica, con terreni prevalentemente di sabbia vulcanica. Quest’uva matura molto tardi per questo motivo la vendemmia viene effettuata nella seconda e terza settimana di ottobre. I vini ottenuti da quest’uva hanno una gradazione alcolica elevata e molto spesso sono destinati a lungo invecchiamento anche se il colore rimane drenato e quindi rosso non intenso. La sua massima espressione di eccellenza è l’abbinamento con il “Nerello Cappuccio”. Considerato il fratello del “Mascalese”, il “Nerello Cappuccio” dona al vino il suo colore e un profumo speziato e fruttato. Se prodotto in purezza non è indicato per lunghi invecchiamenti. Un’uva eccezionale, al punto da essere sempre più vinificata in purezza, visti i ricordi indelebili delle sue espressioni. Sull’Etna c’è un’importante produzione di vini bianchi, unici nel loro genere. Degno di nota come sicuramente il vitigno a bacca bianca più importante dell’Etna è il “Carricante”. Un’uva presente sull’Etna da almeno un millennio. Particolarmente adatto per questo terreno di sabbia vulcanica che regge bene ad altitudini elevate. Le note caratteristiche di questo vino sono sicuramente i sentori agrumati e minerali. Vi aspettiamo per accompagnarvi alla scoperta del vino dell’Etna circondati da un pranzo con prodotti locali per un’esperienza enogastronomica indimenticabile!

Cucina siciliana: colore, sapore e tradizione

La cucina siciliana è strettamente intrecciata con le sue vicende storiche, religiose e culturali. È un’arte che si è sviluppata fin dall’antichità e che nel corso dei secoli e delle varie invasioni si è arricchita di nuovi piatti e sapori. Una delle note più interessanti da sottolineare è sicuramente il fatto che le ricette di antica origine si sono tramandate di generazione in generazione e ancora oggi preparate e servite sulle tavole siciliane. Il cibo è qualcosa che accomuna i siciliani. Si tratta di una cucina comunque complessa, proprio per l’influenza che ha subito, ma anche attuale e soprattutto esportata in tante località straniere a causa del fenomeno dell’emigrazione.

Oggi come ieri poco è cambiato a tavola

Oggi, molto più che in passato, la cucina siciliana si presta, insieme alla produzione del vino, a veri e propri percorsi enogastronomici alla scoperta di profumi e sapori che affondano le radici in un passato molto lontano ma che prepotentemente riemerge. Anche la cucina siciliana è caratterizzata da colori e sapori molto marcati e contrastanti. Possiamo definirla una cucina “scenografica” che colpisce prima l’occhio e subito dopo il palato. Inutile dire che grazie al suo clima mite la Sicilia abbonda di materie prime come mandorle e pistacchi, arance e limoni, olive. Piante aromatiche come origano, menta, basilico e rosmarino che vengono utilizzate quotidianamente per la preparazione dei piatti quotidiani. Un capitolo a parte e non meno importante è lo street food che qui in Sicilia è un vero e proprio modo di intendere il rapporto con il cibo.

Arancino: il re del cibo di strada

È con l ‘”Arancino” che trova la sua massima espressione: una pallina di riso modellata a forma sferica o conica, impanata e fritta che nella versione classica ha due varianti: bianca, cioè al burro, e rossa, al ragù e piselli. Come detto, in Sicilia il cibo è preso sul serio, intorno all’Arancino c’è un dibattito che dura da sempre: a Catania dove vengono chiamati “Arancino” (di forma maschile e piramidale) ed a Palermo dove viene chiamato “Arancina” ( femminile e di forma sferica).

Gelato e Granita, dolci e freschi e da non perdere

Lo sapevate che anche il famoso gelato ha origini siciliane? Infatti durante la dominazione araba si preparava il sorbetto, che allora veniva chiamato “sorbetto”. Gli arabi che allora dominavano la Sicilia mischiavano il succo di frutta con la neve dell’Etna! Possiamo quindi dire che è l’antenato del gelato artigianale. E, per quanto riguarda il “sorbetto”, visitando la nostra isola e andandoci come di consueto, in un qualsiasi bar per la colazione, vi verrà offerta, oltre alla vasta gamma di dolci prelibatezze, la “Granita”. Accompagnata da una morbida brioche (pane dolce) è la colazione siciliana per eccellenza. È un sorbetto che viene prodotto in vari gusti. Il più famoso è sicuramente quello alla mandorla, ma i gusti vanno dal pistacchio o cioccolato ai gusti fruttati come la pesca e la fragola, ed infine il più tradizionale sapore di limone. La granita non è prevista solo per la colazione, ma è anche uno spuntino rinfrescante, soprattutto nelle giornate estive qui sull’isola.

Assaggiare la granita è d’obbligo! … E poi ci sono i cannoli, la cassata siciliana e piatti a base di pesce e carne. Ce n’è per tutti i gusti!

Immergiti in questo viaggio di sapori e tradizione.